La fantasia non regge il passo della realtà. Quella contemporanea, poi, la supera e la smentisce ogni giorno. Prendete tre elementi: ragaz...
La fantasia non regge il passo della realtà. Quella
contemporanea, poi, la supera e la smentisce ogni giorno. Prendete tre
elementi: ragazze costrette a matrimoni combinati, ergastolani che hanno capito
il senso vero della vita, tradimenti — del cuore e del lavoro. Se li poggiate
tutti sulle stesse spalle, quelle emotive, di una sola persona, pensereste: “È
troppo, è solo un romanzo.” Invece no. È la vita.
Anna è una cardiologa e non ha il dono dell’ubiquità, ma ci
prova: medico, amica, madre, a tratti salvatrice. Aggiusta battiti e biografie,
ascolta sofferenze che non entrano nei referti, mette ordine dove il mondo fa
disordine. Domanda scomoda: chi salva Anna? Chi pensa a lei quando il turno
finisce e il peso resta? La risposta sta in una forza che non fa rumore:
l’esperienza che tempra, la determinazione che non arretra, la volontà testarda
di raggiungere il punto più alto dell’essenza: salvare la vita, la propria e
quella degli altri, senza differenze e senza giudicare.
La parte viva è un romanzo che scorre bene, piacevole
nello stile, con una voce capace di tenere insieme urgenza e misura. La pagina
non finge di curare: cura davvero — con l’empatia della donna e la lucidità
della medico. E quando arrivano i temi pesanti (legami imposti, colpe scontate
per sempre, fedeltà tradite), l’autrice non alza i toni: alza lo sguardo.
Una storia che si legge in fretta ma resta a lungo, firmata
da un’autrice che sa dove vuole andare. Speriamo ci regali presto qualcosa di
nuovo: c’è bisogno di romanzi così, capaci di stare nel presente senza farsene
travolgere.
