Dal diploma all'accademia MTS di Milano ai tour teatrali, fino alla firma vocale nei doppiaggi Netflix: il percorso di Linn è quello di ...
Dal diploma all'accademia MTS di Milano ai tour teatrali, fino alla firma vocale nei doppiaggi Netflix: il percorso di Linn è quello di una performer completa che non ha paura di contaminare i generi. In questa intervista, l’artista ci racconta la genesi del suo ultimo singolo "Amore Universale", nato da un'intesa fulminea in studio, e ci spiega come la disciplina del musical sia diventata la marcia in più per la sua carriera pop. Tra specchi infranti e nuove direzioni R&B, ecco chi è Linn.
Com’è iniziato il tuo percorso artistico e in che modo la tua formazione nel musical e l'esperienza in tournée hanno influenzato il tuo attuale modo di fare musica?
Il mio percorso è iniziato ad Alessandria, la mia città nativa, dove ho frequentato i primi corsi amatoriali di canto. Con gli anni, ho implementato anche lo studio della recitazione e della danza, formandomi come performer completa.
Dopo il liceo sono stata presa all’accademia professionale “MTS” di Milano, dove mi sono diplomata come performer teatrale.
In seguito, mi sono voluta concentrare principalmente sullo studio del canto pop e mi sono quindi laureata presso l’accademia “VMS” come cantante pop. Qui ho iniziato anche a scrivere i primi singoli.
Sicuramente il teatro permette di andare sul palco con più maturità e prontezza rispetto a chi ha un percorso esclusivamente pop. La conoscenza delle tre discipline mi ha sempre permesso di creare performances complete e molto più coinvolgenti per il mio pubblico.
Com'è nato il tuo ultimo singolo "Amore universale" e come si è sviluppata l'intesa artistica con Juliana Nikollaj?
Io e Juliana ci siamo conosciute direttamente in studio ed in pochissimi minuti abbiamo dato vita al testo di “Amore universale”. Ho spiegato a Juliana quale fosse il mio stato d’animo e i concetti che mi interessava sottolineare e lei mi ha capita immediatamente.
Il brano è nato in un pomeriggio soltanto, anche grazie a Luca Bottoli, il produttore, che è riuscito a captare il sound che avrei voluto dare e a dargli vita in solo un’ora.
Questo brano è il tassello di un progetto discografico più ampio o di un prossimo album?
Al momento non ci sono album tra i miei progetti, ma vi ricordo il mio primo EP presente su tutte le piattaforme dal titolo “Ombre”.
Il singolo è accompagnato da un videoclip? Puoi raccontarci qualche aneddoto legato alle riprese e alla scelta dei simboli visivi, come gli specchi e le foto?
Il singolo e' accompagnato da un “Visual” ovvero un loop di immagini realizzate con Nicholas Bellini, che riflettono bene il concept del brano.
Le immagini infatti sono “frammentate” grazie all’aiuto di uno specchio completamente rotto, dove si riflettono diverse angolature del mio viso.
Volevamo dare l’idea di una persona che si è infranta a seguito di una rottura, ma che adesso sta riuscendo a rimettere assieme tutti i pezzi.
Qual è la soddisfazione professionale più grande che hai ottenuto finora tra teatro, festival e doppiaggio cantato?
Sicuramente aver doppiato la serie “I misteri di Barbie” per Netflix fa parte di queste soddisfazioni, ma anche l’attuale tournée teatrale con “Topo Gigio” il musical!
Quali novità o progetti futuri puoi condividere in anteprima con noi?
Ho già diversi brani pronti che vi porteranno completamente in un’altra dimensione, fatta di suoni R&B.
