Un viaggio alla scoperta delle origini e della poetica di Sartini attraverso le pagine di Trends News. Tra polistrumentismo, richiami alla...
Un viaggio alla
scoperta delle origini e della poetica di Sartini attraverso le pagine di
Trends News. Tra polistrumentismo, richiami alla psicoanalisi e la
realizzazione di un videoclip visionario nato dall'incontro tra musica e
tecnologia, l'intervista esplora l'evoluzione artistica che anticipa il nuovo
progetto discografico.
Ciao! Come
inizia il tuo percorso artistico, essendoti avvicinato alla musica all'età di 8
anni e avendo sviluppato un approccio da polistrumentista tra pianoforte,
chitarra, batteria, tastiere e ukulele?
Tutto è
cominciato con il pianoforte, a otto anni. Poi è arrivata la curiosità verso
altri strumenti. Non mi è mai bastato suonare soltanto: volevo capire come
funzionasse la musica, come si costruisse un arrangiamento e come strumenti
diversi potessero dialogare tra loro.
Da poco è
uscito il tuo ultimo singolo "Conflitto irrisolto": come è nato
questo brano che porta in musica i richiami alla psicoanalisi e lo scontro tra
razionalità e istinto?
Dall’idea che
dentro ognuno di noi convivano personalità spesso in disaccordo. Freud è stato
uno spunto narrativo, ma il brano non vuole dare spiegazioni psicologiche.
Racconta piuttosto quella continua trattativa tra ciò che siamo, ciò che
vorremmo essere e ciò che fingiamo di essere.
Questo nuovo
singolo anticipa l'uscita del tuo secondo album in arrivo nel 2026?
Sì, Conflitto
Irrisolto è anche il titolo del mio secondo album. Un lavoro nel quale ho
cercato di sperimentare maggiormente con i suoni, senza perdere quella
centralità del testo che considero fondamentale nella mia musica.
Il brano è
accompagnato da un videoclip visionario ideato e montato da te utilizzando
l'intelligenza artificiale per esplorare la mente e l'inconscio: ci racconti
qualche aneddoto o retroscena sulla realizzazione visiva?
È stata
un’esperienza tanto affascinante quanto complicata. Ho ideato e montato
personalmente il video, utilizzando l’intelligenza artificiale per costruire
ambientazioni surreali. La parte più divertente? Convincere Freud a comportarsi
come volevo io! Tra sigari improbabili, oggetti che sparivano e personaggi che
cambiavano aspetto, ci sono voluti parecchi tentativi.
Qual è la
soddisfazione più grande che hai ottenuto finora in oltre vent'anni di gavetta
e concerti intensi (da circa sessanta o settanta live l'anno)?
Ho avuto la
fortuna di esibirmi davanti a platee di decine di migliaia di persone, ma anche
in piccoli locali con poche decine di spettatori. La soddisfazione più grande
rimane vedere qualcuno cantare una mia canzone. In quel momento capisci che ciò
che hai scritto non appartiene più soltanto a te.
C'è qualche
novità o anticipazione sul tuo percorso che vuoi condividere in anteprima con i
lettori di Trends News?
Sto lavorando
per dare sempre più spazio alla mia musica originale, anche attraverso nuovi
progetti dal vivo. Mi piacerebbe portare sul palco uno spettacolo che unisca
canzoni, racconti e suggestioni visive. Per il momento preferisco non
anticipare troppo: alcune idee hanno bisogno di maturare.
