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Pete Jersey: il futuro della musica è un viaggio synth-pop a BPM elevati

Dalle prime lezioni di chitarra e pianoforte a Roma, folgorato dal mito di Michael Jackson, fino ai banchi di uno studio di registrazione al...


Dalle prime lezioni di chitarra e pianoforte a Roma, folgorato dal mito di Michael Jackson, fino ai banchi di uno studio di registrazione al fianco di professionisti del calibro di Marco Iacobini e Simone Cecchetti. Il percorso di Pete Jersey, cantautore classe 2003, è la dimostrazione di come la determinazione e una chiara visione estetica possano trasformare le fragilità del post-pandemia in un progetto pop ambizioso, solido e dal respiro internazionale.

Il suo nuovo singolo, “Come due acrobati” (disponibile dal 22 maggio), è un concentrato di energia synth-pop anni '80 che scava nelle paure generazionali e nella dipendenza dagli smartphone. Ad accompagnare il brano, un videoclip cinematografico diretto da Alessandro Pezza e Mirko Melchiorre che, tra le mura del Juvenia Sport Center e le coreografie di Francesca Marafioti, mette in scena un trascinante omaggio a Flashdance, mostrando un Pete inedito e a suo agio anche nelle vesti di ballerino.

Seconda anticipazione dell'EP d'esordio “Storie D'annate” – che segue il primo singolo "Via" –, il brano conferma Pete Jersey come uno dei profili più interessanti da tenere d'occhio. Noi di Trends News lo abbiamo intervistato per farci raccontare il lavoro in studio, gli aneddoti sul set e per strappargli qualche spoiler sul futuro (che si preannuncia a ritmi decisamente accelerati).

Ciao Pete! Il tuo percorso parte da Roma studiando chitarra e pianoforte, prima ancora di arrivare al canto, con una grandissima passione per Michael Jackson. Come inizia, esattamente, il tuo percorso artistico e come si è evoluto in questi sei anni di lavoro post-pandemia?
Inizialmente coltivavo una passione latente. Le fragilità emotive raccolte nel periodo post-pandemia e l'affiancamento all'attuale team di produzione sono stati incisivi per costruire il percorso artistico che sto portando avanti con costanza.

Da poco, precisamente il 22 maggio, è uscito il tuo nuovo singolo “Come due acrobati”. Come è nato questo pezzo autobiografico e com'è stato lavorare in studio con il produttore Marco Iacobini, visto che hai dichiarato di averlo registrato tantissime volte per via del registro vocale alto?
"Come due Acrobati" nasce rispettando le tematiche dell'album "Storie D'annate". Parla appunto della paura di fare il primo passo e la necessità di trasformare i nostri telefoni nella nostra totale comfort-zone, cosa in cui rivedo sia me stesso che la società. È bello lavorare con il produttore Marco Iacobini. Mi sono divertito a sperimentare più volte i passaggi vocali alti, dedicandoci a massimizzare la resa del prodotto.

Questo brano arriva dopo la pubblicazione ad aprile del singolo “Via”. Entrambi faranno parte di un disco? Puoi anticiparci qualcosa sul concept dell'EP “Storie D'annate” e su come si legano queste tracce?
Si. Tutte le canzoni faranno parte dell'EP.
Il concept è importante poiché nasce dall'osservazione della realtà in cui ci troviamo, dove le connessioni tra di noi sono fragili ed apparenti. Da qui si parla di dipendenza affettiva, del timore di uscire dalla comfort-zone e di farci male, tutti i brani sono legati fra loro.

Il singolo è accompagnato da un bellissimo videoclip diretto da Alessandro Pezza e Mirko Melchiorre, ambientato in una palestra con le coreografie di Francesca Marafioti e un chiaro omaggio a Flashdance. Raccontaci com'è andata sul set del Juvenia Sport Center e qualche aneddoto sulla tua "veste" da ballerino per un giorno!
Quello che adoro dei videoclip è proprio la possibilità di imbattersi in situazioni simpatiche e soddisfacenti come questa. Mi sento onorato di aver lavorato a fianco di professioniste di quel calibro, non nascondo che in futuro potrei riproporre la danza fino a confermarla come elemento della mia identità artistica.

Nonostante la giovane età, stai costruendo un team di grandi professionisti intorno a te, da Iacobini a un fotografo storico come Simone Cecchetti. Qual è la soddisfazione più grande che hai ottenuto finora in questo percorso?
Una delle soddisfazioni è proprio quella di lavorare con professionisti riconosciuti, che garantiscono qualità in un settore in cui spesso è difficile navigare. Una delle sensazioni più inappagabili è quella di ricevere complimenti da personaggi molto rispettati nell'industria musicale.

Il sound anni '80 guarda al futuro. Qualche novità o spoiler che vuoi condividere in anteprima con noi di Trends News sulle prossime tracce dell'EP?
Se questo sound guarda al futuro e voi volete degli spoiler, devo dirvi che il futuro tornerà presto a farci visita, probabilmente a BPM molto elevato.


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